FICUS Bonsai




IL FICUS BONSAI

Scheda botanica

Le varietà più usate per il bonsai sono: Ficus Benjamina, Ficus Carica, Ficus Formosanum, Ficus Panda, Ficus Pumila, Ficus Retusa.
Un bonsai di Ficus offre certamente grandi soddisfazioni in quanto può diventare un meraviglioso elemento decorativo, un vero e proprio angolo di natura e di oriente all'interno delle nostre case.

Le condizioni climatiche all'interno di un appartamento però non potranno mai essere del tutto identiche a quelle presenti in natura, è dunque necessario, per mantenere in buona salute un bonsai da interno, adottare alcuni piccoli accorgimenti.

Le piante per vivere devono poter produrre clorofilla e ciò avviene grazie alla luce presente nell’ambiente in cui sono collocate. All'interno delle abitazioni la luce è sempre inevitabilmente più bassa dell'esterno e in queste condizioni l'albero è messo in pericolo.

Bisogna quindi assicurarsi di porre il bonsai in luogo molto luminoso, preferibilmente davanti ad una finestra, meglio se rivolta a sud.

Se anche adottando questi accorgimenti l'intensità della luce (si misura in Lumen) risulta essere insufficiente, si può ricorrere ad una illuminazione artificiale usando lampade fluorescenti, oppure a led, specifiche per lo sviluppo delle piante e metterle così nelle condizioni di sintetizzare la clorofilla.

Per il mantenimento del bonsai all'interno dell'abitazione è altresì importante un grado di umidità relativamente alto. Si può ricorrere per questo all'utilizzo di un vassoio in cui viene messo del materiale inerte tipo ghiaia, o chicchi di argilla, ed uno strato di acqua che evaporando investe l'apparato fogliare, realizzando così un microclima artificiale ma benefico. Fare attenzione che il fondo del vaso non abbia mai a toccare l'acqua. Può essere utile anche la nebulizzazione di acqua sulle foglie purché sia fatta con acqua distillata per evitare nel tempo un deposito calcareo sulle foglie.

Si sconsiglia, quando il bonsai sta all'interno dell'abitazione durante il periodo più freddo dell'inverno, l'apertura improvvisa di finestre che causerebbe un brusco cambiamento di temperatura e la conseguente abbondante caduta delle foglie.

La bagnatura della zolla va eseguita ogni qual volta si sta per asciugare (né prima né dopo!), il metodo migliore, almeno per i piccoli bonsai, è quello fatto per immersione totale del vaso per la durata di 2-3 minuti. Si metterà poi a scolare dall'eccesso di acqua e si rimetterà al suo posto fino alla fine del ciclo di asciugatura. La frequenza delle bagnature è indeterminabile poiché dipende da molti fattori ambientali e di coltivazione ma la tecnica descritta, se applicata correttamente, consente di ottenere la longevità della pianta.

Per un grande ficus invece, data la difficoltà di movimentarlo, si deve annaffiare uniformemente su tutta la superficie superiore del vaso, con apposito innaffiatoio per bonsai, fino a quando l'acqua fuoriesce dai fori di scarico del vaso stesso. Come per un piccolo bonsai, si attende il ciclo di asciugatura del pane radicale per poi ripetere l'operazione.

Può essere di aiuto a un principiante, l'uso di un rilevatore di umidità da inserire permanentemente nel vaso. Funziona come il principio di una cartina di tornasole inserita in un supporto rigido che cambia di colore in relazione all'umidità contenuta nelle radici del bonsai.

Per una corretta coltivazione vanno inoltre tenuti presenti questi punti essenziali:

- data la vigoria delle sue radici è necessario eseguire il rinvaso ogni 2 massimo 3 anni utilizzando un composto di terriccio che favorisca il drenaggio.

- si consiglia per questo l'utilizzo di Akadama pura al 100% (terriccio giapponese) di granulometria

idonea alle dimensioni della pianta (es. pianta piccola → granulometria sottile da 1 a 3 mm)

- la crescita del bonsai sarà tanto più equilibrata quanto più si userà un concime organico a lenta
cessione o anche liquido, equilibrato nei suoi componenti (N=P=K) e specifico per bonsai.

Dalla concimazione vanno esclusi i mesi di luglio e agosto. Si esegue in tutti gli altri mesi con una riduzione del 50% durante i mesi invernali rispetto a quelli estivi.

 

Il Ficus di moda: il Ficus ginseng


Bonsai di Ficus Gingseng

 

Il Ficus Ginseng nulla ha a che vedere con la radice di Ginseng se non perché ne ricorda sommariamente la forma.

Si tratta di un tipo di ficus di cui si utilizza solo la radice per la sua forma particolare, su cui si innestano talee di altre varietà per velocizzare il processo di ottenimento di bonsai a costi contenuti.

Ciò determina una grande tiratura commerciale. Le cure di mantenimento, mochikomi, sono analoghe a tutte quelle utilizzate per gli altri Ficus.

 

Le potature: essendo i ficus specie particolarmente vigorose hanno bisogno di una potatura frequente al fine di controllarne la crescita, soprattutto quella apicale. Si possono anche eseguire potature drastiche perché queste piante non danno segni di sofferenza, purché le ferite, soprattutto quelle di grosse dimensioni siano sempre ricoperte da pasta cicatrizzante.

La pinzatura: durante tutto il periodo di crescita vanno potati i nuovi germogli asportandone l'apice apicale. Ciò consentirà, oltre al contenimento della chioma, anche al suo infittimento perché la pianta reagirà emettendo nuove gemme più arretrate.

Parassiti: controllare visivamente che la pianta non sia casualmente colpita da afidi cotonosi o cocciniglie o da acari (ragnetto rosso); in tal caso nebulizzare le foglie con prodotti specifici facilmente reperibili sul mercato.

Fisiopatologie: foglie gialle con i bordi bruciati sono dovute a scarsa bagnatura della zolla o eccessiva siccità ambientale.

Per eccesso di acqua può avvenire una caduta rapida delle foglie, o l'indebolimento delle stesse che diventano flosce, scure e con le punte nere.

Il primo caso è generalmente associabile anche a un repentino abbassamento delle temperature, il secondo a una scarsa luminosità ambientale.


I FICUS

I Ficus
appartengono alla grande famiglia delle Moraceae (40 generi e 1000 specie) che vivono soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali del pianeta. Già noto fin dai tempi degli antichi romani sembra abbia preso la denominazione della specie  più importante e rappresentativa  nella flora del vecchio continente noto con il nome di “Fico Comune”.

Si compone di circa 600 specie di cui 44 appartenenti al continente nord americano, una sola a quello europeo (il FICO comune) e tutte le rimanenti sparse nelle regioni tropicali e sub tropicali.

Sono piante legnose di varie dimensioni che spaziano dagli enormi Ficus benghalensis, che raggiungono l'altezza di decine di metri fino ai piccoli Ficus repens.

Il genere Ficus è composto di piante arboree o arbustive, talvolta quasi erbacee, altre volte rampicanti come il Ficus Pumila (utilizzato dai giardinieri), sempre caratterizzate però da un comune succo lattiginoso (lattice) che fuoriesce quando vengono incisi il tronco e le foglie.

Nell'area delle varietà ornamentali usate sia per piante per appartamento sia per il giardino sia per la realizzazione di bonsai sono circa una trentina.

Il fogliame del Ficus è poliforme, generalmente presenta foglie alterne, raramente opposte, persistenti, di diversa consistenza, diversa dimensione e tonalità di colore.

Nella quasi totalità sono piante monoiche, ossia piante che hanno insiti gli organi maschili e gli organi femminili.

Diversamente dal Ficus Carica Europeo che produce frutti eduli, composti da minuscoli semi avvolti dal perigonio carnoso e succulento, le altre specie producono un piccolo frutto, non sempre commestibile, tipo achenio o  infiorescenze che danno origine ad un falso frutto detto siconio non più grande di una noce. La corteccia di queste piante è generalmente di colore beige, o brunasta in alcune, a volte attraversata da sottili strisce bianche. Caratteristica principale è la capacità di emettere radici aeree dai rami che si affondano nel terreno sottostante creando delle curiose colonne che sembrano sostenere la grande pianta. Il più tipico è il Ficus Benghalensis che raggiunge dimensioni enormi ed è chiamato genericamente albero parassita per la sua capacità di avvinghiarsi con le radici al tronco di altri alberi strangolandoli.

Gli utilizzi di queste piante sono molteplici e vanno dall'estrazione del lattice per la gomma, dall'uso dei frutti commestibili tipici del Fico Comune (Ficus Carica) e dall'uso delle radici utilizzate per la produzioni di medicinali erboristici.
La coltivazione del Ficus Carica è tipica delle regioni mediterranee (sud Italia e Grecia). I suoi frutti vengono poi esportati in tutto il nord Europa ed apprezzati anche dopo il processo di essicatura, talvolta anche farciti con mandorle e miele diventano un ottimo alimento invernale ricco di carboidrari.
Curiosi sono i nomi volgari regionali italiani con cui sono identificate queste piante generose, con le quali se ne possono fare anche dei meravigliosi bonsai.

CALABRIA → ficàra

PIEMONTE → fi

LAZIO → ficoraccia

PUGLIA → ficu

LIGURIA → figo

SARDEGNA → ficu

LOMBARDIA → figh

SICILIA → ficazzone

MOLISE → figuera

VENETO → figàro

Ficus Bonsai e scheda botanica - Giorgio Raniero©