MELOGRANO Bonsai


 

IL MELOGRANO
 

Scheda botanica del Melograno Bonsai

Il melograno è una pianta conosciuta e utilizzata dall'uomo fin dai tempi più antichi. E' quasi certamente originario dell'Asia centrale da cui è stato prelevato per essere coltivato in ogni luogo dove prosperavano civiltà umane. Si sono trovati reperti anche nelle tombe egizie. L'introduzione in Italia sembra sia avvenuta in epoca romana dopo la distruzione di Cartagine ,area in cui il melograno era largamente coltivato. Anticamente chiamato Melo di Cartagine a cui i romani aggiunsero anche l'aggettivo “granatum” per la l'abbondanza dei semi nel suo interno. Oggi il suo nome è, infatti, Punica granatum e fa parte della famiglia delle punicaceae; piccola famiglia composta da un solo genere e due specie di cui una (punica protopunica) dai fiori più piccoli, rossi o rosa e dal frutto meno dolce, è endemica solo nell'isola di Socotra nell'oceano indiano.
In italiano il frutto è comunemente detto melagrana, ossia, mela con tanti semi.

La pianta può essere un arbusto o un piccolo albero che ha come habitat ideale tutte le regioni mediterranee ed è di una tale rusticità al punto che spesso è sfuggito alle coltivazioni naturalizzandosi nell'ambiente.

Il succo di melagrana è spesso usato in cucina per preparare salse, dolci o piccanti, per guarnire carni o riso, fare granatine o gelatine. Il succo è ricco di vitamina C e B, di polifenoli antiossidanti e di potassio.

Per uso medicinale si usano invece la scorza dei frutti e la corteccia delle radici in quanto ricchi di tannini dalle proprietà astringenti e sedative. Come rinfrescante per le gengive si usa fare un infuso di petali.


Le varietà
Se poche sono le specie della famiglia, tante sono invece le varietà poiché il melograno si incrocia facilmente creando una infinità di variazioni che comunque non presentano caratteri stabili nelle successive generazioni, al contrario di quelle che citiamo in questo articolo.

Punica granatum nejikan: molto usata in Giappone anche per la realizzazione di bonsai perché la sua corteccia si contorce in senso antiorario con l'aumentare dell'età.

Fa fiori rossi e frutto più piccolo del melograno comune.
Punica granatum nana: per i bonsaisti è la varietà ideale per la creazione di bonsai perché si trova facilmente nei vivai. Fa fiori, frutti e foglie più piccoli del melograno comune. Unico problema che essendo piante coltivate per il giardino, e non per farne  bonsai, si trovano sempre con il tronco dritto e rigido. E' però una specie molto generosa.


La riproduzione
La talea
Si può riprodurre facilmente anche da seme ma la strada più breve è senza dubbio la riproduzione per talea. Meglio usare per questo rami lignificati almeno dell'anno precedente e fare il taleaggio nel periodo che va da marzo a giugno.

Suggeriamo di usare talee lunghe circa 10-12 cm prelevate da un ramo  che abbia già fiorito nel precedente anno per avere maggiori probabilità di fioriture più consistenti.

Ciò non avverrebbe se si utilizzassero rami di crescita o peggio ancora succhioni.

Sulla parte della talea che va interrata si fa un taglio orizzontale ( su questa essenza non obliquo!) per facilitare l'emissione di radici radiali. Le eventuali foglioline presenti vanno tagliate riducendo la loro superficie del 50%, con una forbicina dal taglio perfetto .Quelle più vicine al terreno si devono eliminare.

Il terreno in cui andranno piantate sarà composto per un75% di akadama e da un 25% di pozzolana con granulometria da 2 a 5mm, opportunamente setacciata e lavata o, in alternativa, della ghiaietta con le stesse dimensioni. Utile l'uso di ormoni radicanti anche se il melograno ha grande capacità di emettere autonomamente radici.

L'inclinazione che sarà data alla talea determinerà uno stile eretto formale se piantata perfettamente diritta o moyogi se invece verrà posta inclinata.

Eseguita la bagnatura andranno sistemate in zona luminosa, ma non alla luce diretta del sole, e riparate dal vento. Successivamente e con gradualità si potrà aumentare l'esposizione al sole e all'aria e iniziare qualche leggera concimazione. Nessun altro intervento dovrà essere fatto fino alla primavera successiva quando il risveglio vegetativo consentirà il trapianto in vasi per la coltivazione e iniziare  così il percorso per la formazione del bonsai.


La margotta
Non c'è dubbio che la via più veloce per ottenere un bonsai di melograno sia la margotta. Bisogna però avere a disposizione un soggetto (può essere anche una pianta da giardino) che abbia una qualche ramificazione degna di interesse: curve, contro-curve e conicità.

Le operazioni della margotta aerea, che per questa essenza andranno fatte tra maggio e giugno, sono le stesse già descritte sui precedenti numeri di Giardinaggio cui si può fare riferimento.

Dopo circa 40 giorni dall'esecuzione, la “caramella” di contenimento dello sfagno sarà satura di nuove radichette e sarà allora possibile separare la margotta dalla pianta madre. La nuova dimora sarà composta da un vaso di coltivazione capiente, un terriccio composto da 30% di torba, 30% di ghiaietta , 40% di akadama, riparata il più possibile dal sole diretto  e dall'aria. Trascorso così tranquillamente almeno un mese si inizierà con una blanda concimazione per dare tempo alla nuova pianta di affrancarsi. 


Melograno in vivaio
I melograni sono facilmente reperibili nei vivai, siano essi quelli arbustivi da giardino sia quelli della varietà nana.

Va tenuto presente che in Italia però molto difficilmente si trova la varietà nejikan.

Questi si potranno trovare nei vivai specializzati ma già a livello di pre-bonsai avanzato.


Potatura di formazione
È la potatura che implica il taglio di grossi rami, bisogna però fare attenzione al periodo in cui si effettua, dato che il melograno è facile al ritiro di linfa; meglio aver pazienza ed eseguire i tagli in primavera dopo il risveglio vegetativo coprendo poi la ferita con mastice cicatrizzante contenente ormoni.

Il mantenimento della forma invece richiede una potatura in primavera per eliminare le crescite eccessive e gli incroci tra i rami che inevitabilmente si saranno verificati.

Una seconda potatura di contenimento può essere fatta anche in autunno così si darà tempo e modo alla pianta di cicatrizzare i piccoli tagli.


La pinzatura
Per pinzatura si intende quella leggera potatura dei rametti che crescono dalla primavera all'estate. Quando questi avranno raggiunto 5-6 foglioline si poteranno lasciandone solamente due.

E' evidente che trattandosi di una pianta da fiore e da frutto l'obiettivo del bonsaista sia quello di ottenere la fruttificazione e considerando che il melograno fiorisce solo alle estremità dei rami, la pinzatura diviene un fattore determinante.

In sintesi, se si pinza continuamente non si otterranno fiori, se non si pinza il bonsai perderà la sua silhouette. Allora come fare? Va innanzitutto rispettato e seguito il ritmo di crescita della pianta per entrare in sintonia con i suoi tempi.

Considerando che i fiori che crescono in primavera molto difficilmente daranno origine a frutti, conviene rinunciare alla loro presenza e pinzare i germogli per aumentare la ramificazione fino alla fine di maggio. Da qui in avanti si lasceranno crescere liberamente i rami osservando che alcuni di questi porteranno alla loro estremità la gemma da fiore da cui nascerà il desiderato frutto. I rimanenti rami che non avranno la gemma da fiore dovranno essere potati a corto.


Il rinvaso del Melograno bonsai
Normalmente si esegue il rinvaso ogni paio di anni per mantenere il bonsai in buone condizioni di salute e il periodo migliore per farlo è circa 5-7 giorni dopo il risveglio vegetativo. In questa occasione si procederà alla pulizia delle radici districandole dagli intrecci e dalle sovrapposizioni, eliminando quelle troppo grosse e quelle che hanno preso una direzione sbagliata utilizzando anche un getto d'acqua per eliminare i residui del vecchio terriccio. La riduzione delle radici può arrivare anche al 50% se la pianta e molto giovane e una riduzione del 30% se la pianta ha acquisito una certa maturità.

Il nuovo terriccio da utilizzare potrebbe essere composto da una parte di torba, una parte di pozzolana setacciata e lavata (o ghiaietta tagliente)  e quattro parti di akadama.


Suggerimenti
Il melograno non ama stare costantemente all'umido.
Il terriccio va fatto asciugare molto, prima di bagnarlo nuovamente.

Ama essere ben concimato per tutto il periodo vegetativo, con l'esclusione di luglio e agosto, utilizzando concime organico per bonsai da fiore.

Essendo pianta mediterranea si trova bene in totale esposizione solare e in zona ventilata. Durante l'inverno deve essere protetta in serra fredda e non in luogo riscaldato.

Come per tutte le piante da fiore la scelta del vaso dovrà essere accurata. In questo caso per il melograno si sceglierà un vaso un po' profondo, che assicuri un buon drenaggio. I colori da preferire sono il blu oppure tinte più tenui come il beige o il verde acqua.

L'applicazione del filo, tecnica raffinata per la modellatura, soprattutto delle piante giovani, va usata con cautela, data la delicatezza delle ramificazioni, e da mani esperte.


Ficus Bonsai
Olmo Bonsai



Giorgio Raniero© - Bonsai di Melograno e scheda botanica