OLIVO Bonsai


 

L'ULIVO (OLIVO) OLEA EUROPEA 

L'olivo è una specie tipicamente mediterranea che in seguito alla coltivazione ha potuto estendere nei secoli il proprio areale di diffusione.
Non sembra certo che l'olivo sia indigeno nel nostro paese. Taluni autori concordano che non fosse presente in Italia ma che fosse stato introdotto dalla Grecia nel I° millennio avanti Cristo.
L'Olivo è molto apprezzato come bonsai per le sue caratteristiche, una crescita lenta ma vigorosa, la capacità di germogliare dal ceppo in qualsiasi età, la fioritura primaverile e i frutti autunnali.


L'OLIVO COME BONSAI, METODI DI RIPRODUZIONE

La semina è uno dei metodi che i bonsaisti amano utilizzare perché' consente di educare la piantina fin dai primi giorni di vita, e quindi personalizzarla poi secondo i propri gusti estetici.

Lo svantaggio di questa pratica consiste nel fatto che la crescita delle nuove piantine è sicuramente lenta e da farsi senza fretta. Si raccolgono i frutti maturi alla fine dell'estate, si liberano i noccioli dalla polpa e si piantano in un semenzaio contenente un miscuglio fatto da 1/3 di torba fibrosa (normalmente chiamata torba bionda) e 2/3 di sabbia di fiume, o di torrente; prima di stendere il miscuglio nel semenzaio stendere sul fondo dello stesso uno strato di drenaggio. Collocati i semi a una profondità doppia del loro diametro, il semenzaio va posto in luogo riparato dalle gelate invernali e alla primavera successiva vedremo spuntare le nuove piantine. Il terreno sarà tenuto leggermente umido durante tutto il periodo e alla prima bagnatura delle nuove piantine sarà bene utilizzare un prodotto fungicida per evitare attacchi fungini. In autunno, quindi un anno dopo circa dalla semina, si potranno togliere le piantine dal semenzaio per essere collocate singolarmente in un contenitore adatto alla coltivazione e da qui iniziare un processo di formazione.
La talea prevede l'uso di rami di uno o due anni con caratteristiche interessanti per il futuro disegno del bonsai.
Il periodo più idoneo per il taleaggio è dopo il risveglio vegetativo, all'incirca tra marzo e aprile. Si realizzano porzioni di ramo con circa 4-5 coppie di nodi cui saranno state tolte le foglie e la parte inferiore della talea va intinta nella polvere di ormoni radicanti e poi infilata in una miscela di akadama e pomice al 50%, con granulometria media di 3-4 millimetri.
Il vaso contenente le talee sarà posto naturalmente in luogo protetto dall'aria e dal sole diretto e il terriccio dovrà essere costantemente umido ma mai fradicio. Quando le talee inizieranno a germogliare, si potrà abituarle con gradualità al sole diretto e iniziare le prime concimazioni. Rimarranno così per dodici mesi e poi rinvasate in contenitori singoli. Trascorso un altro anno, si inizieranno le prime potature di formazione. Un terzo metodo, molto usato perché permette di conseguire un risultato più rapido con materiale di dimensioni più ragguardevoli è la margotta. Su una pianta madre s’individua una porzione di ramo molto interessante (sinuoso e conico) e nel periodo compreso tra maggio e giugno, si applica la tecnica per ottenerne la separazione già a settembre dello stesso anno.
Come eseguire una margotta: sulla parte prescelta si fanno due tagli paralleli circolari su tutta la circonferenza del ramo, distanti tra loro come il diametro della parte che poi sarà separata. I tagli dovranno essere profondi fino a recidere i vasi che conducono la linfa discendente. La sezione compresa tra i due tagli anulari va asportata con un coltellino (pulito e disinfettato).
L’area così trattata va lasciata ad asciugare dai residui di linfa e quando è asciutta, va spennellata con ormoni radicanti in polvere. Si coprirà poi tutta la parte con abbondante sfagno umido e il tutto racchiuso da un foglio di plastica scura legato alle estremità, in modo da formare una grossa “caramella” che dovrà essere tenuta umida per tutta la durata di formazione delle radici. Molta attenzione dovrà essere posta nel momento della separazione delle parti per evitare la rottura delle nuove radichette.
 

LA POTATURA DELL'OLIVO BONSAI

Tre sono i tipi di potatura applicabili a questa specie.

Il primo si esegue su piante raccolte in natura o acquistate in vivaio che richiedono una potatura drastica di prima formazione. Questo intervento si esegue in primavera in concomitanza ai primi cenni di vegetazione.

In questa fase è importante fare le giuste scelte perché' sono quelle che determinano il futuro bonsai. Sigillare le ferite con mastice cicatrizzante.

Il secondo tipo di potatura, detto di strutturazione, si esegue dopo la crescita primaverile e quella autunnale per la realizzazione di palchi di vegetazione.

Si abbia cura di eliminare quei rametti che crescono direttamente verso l'alto o verso il basso facilitando le emissioni laterali, che a loro volta saranno potate in modo da ottenere un andamento zigzagante.

Il terzo tipo di potatura è di mantenimento e si usa per le piante mature eliminando le crescite che “disturbano” visivamente la chioma del bonsai, quelle che comunque crescono nella direzione sbagliata e quelle che nascono da punti indesiderati.

COME OTTENERE FIRI E FRUTTI SU UN BONSAI DI OLIVO

È evidente che ogni bonsaista ha come obiettivo la fioritura, che avviene tra aprile e giugno, e la maturazione dei frutti dall'estate all'inverno.

Per ottenere questo però bisogna conoscere i comportamenti della pianta.

Le gemme che stanno all'apice dei nuovi germogli primaverili sono gemme da foglia che l'anno successivo si dischiuderanno dando origine a nuovi germogli, mentre dall'ascella delle foglie degli stessi germogli primaverili si differenziano le gemme da fiore, anche se non tutte si svilupperanno.

Le gemme all'ascella delle foglie dei rametti dell'anno precedente possono indifferentemente diventare gemme da fiore o da foglia.

La differenziazione avviene circa a fine anno, tuttavia le gemme da fiore si distingueranno a fine marzo dell'anno successivo e dischiuderanno sempre tra aprile giugno.

È chiaro, quindi, che per avere un olivo fiorito e successiva fruttificazione bisogna potare all'inizio della primavera quando è possibile distinguere la presenza delle gemme da fiore differenziatesi alla fine dell'anno.

LA FORMAZIONE CON IL FILO

Può rendersi necessaria l'applicazione del filo quando si devono modificare gli andamenti di alcuni rami. La tecnica di posizionamento del filo richiede l'acquisizione delle nozioni necessarie, nonché' una buona esperienza attraverso esercitazioni guidate da persona esperta.

IL RINVASO 


Non è nel carattere dell'olivo emettere grandi quantità di radici.

Per questo motivo il rinvaso si può fare ogni 2-3 anni, all'inizio della primavera, potando circa 1/3 delle radici avendo cura di eliminare sempre quelle più grosse e più vigorose. Ciò comporta per compensazione anche un taglio di alleggerimento della chioma verde.

È indispensabile un’accurata pulizia del ceppo radicale eliminando tutti i residui del vecchio terriccio prima di collocarlo all'interno del vaso.

Il terriccio da utilizzare sarà akadama al 100% o mescolata con un 50% di pozzolana di pari granulometria.

POSIZIONAMENTO E CURE GENERALI


Essendo l'olivo, una pianta mediterranea ama un’esposizione molto soleggiata
, possibilmente rivolta a sud con adeguata aerazione.

Può resistere anche a basse temperature (-5°) purché' non siano prolungate nel tempo. È consigliabile comunque ripararlo in serra fredda.

Ha buona resistenza alla siccità, però è bene tenere umido il terriccio senza tuttavia eccedere con le innaffiature che potrebbero provocare marciumi radicali o comunque incidere negativamente sulla crescita dei germogli.

Concimare da aprile a giugno e poi settembre e ottobre con concime solido organico di buona qualità, specifico per bonsai.

Durante il periodo di concimazione si possono fare due trattamenti integrativi all'anno con concime liquido e microelementi.

Così coltivato resiste bene anche agli attacchi dei parassiti e alle infezioni fungine; al contrario una cattiva coltivazione od una errata esposizione facilita l'insediamento di insetti dannosi e di funghi che possono creare seri problemi anche ad una pianta robusta e longeva come l'olivo.

Giorgio Raniero© - Bonsai di Olivo e scheda botanica