Olivo

Olea Europea

L'ULIVO (OLIVO) OLEA EUROPEA 

L'olivo è una specie tipicamente mediterranea che in seguito alla coltivazione ha potuto estendere nei secoli il proprio areale di diffusione.
Non sembra certo che l'olivo sia indigeno nel nostro paese. Taluni autori concordano che non fosse presente in Italia ma che fosse stato introdotto dalla Grecia nel I° millennio avanti Cristo.

I frutti, chiamati olive, sono maggiormente usati per l'estrazione dell'olio che è in assoluto il miglior olio vegetale per uso alimentare e medicinale.
Le olive possono anche essere conservate in salamoia e così trattate costituivano assieme al pane uno degli alimenti base delle popolazioni mediterranee.
Fin dai tempi antichi la coltivazione dell'olivo ha rappresentato un fattore molto importante in queste economie. Oggi l’Italia si annovera tra i maggiori produttori di olive al mondo con prodotti di alta qualità.
Si pensa che gli olivi coltivati oggi, siano il frutto derivato da una selezione fatta anticamente in Siria sull'oleastro (olivastro), che ne costituiva la forma selvatica. Nell’antica Grecia l'olivo era pianta sacra a minerva.
Nella religione cristiana il ramo di olivo simboleggia la pace e la fratellanza. Nella Bibbia si racconta che dopo il diluvio, la colomba lasciata libera da Mosè per vedere se le acque si erano abbassate, tornò portando nel becco una fogli d'olivo.
Il legno è anch'esso pregevole, di costituzione durissima si presta a perfette levigature e per questo è utilizzato maggiormente per lavori di ebanisteria, manufatti al tornio, utensili e intarsi. La diffusione dell'olivo in Italia era anticamente limitata alle zone temperato-calde del centro, del sud e delle isole. Più recentemente, grazie ad una selezione che l’ha reso maggiormente resistente a temperature più basse, l'olivo si è diffuso anche al nord Italia, sulle rive dei grandi laghi prealpini e soprattutto del lago di Garda.
Trattandosi di pianta arborea può raggiungere anche l'altezza di 20 metri con un diametro della chioma che varia tra 6 e 12 metri. Oggi tuttavia l'esigenza di coltivazioni intensive e la necessità di facilitare la raccolta dei frutti e la potatura annuale ha portato a delle selezioni che hanno ridotto sensibilmente le dimensioni globali della pianta ottenendo al contempo una maggior produttività.
È un albero molto longevo, che cresce molto lentamente ma che può vivere anche qualche migliaio d'anni. Presenta radici superficiali ma molto sviluppate. Il fusto è contorto, grigiastro, caratterizzato spesso da rigonfiamenti alla base. I rami giovani sono verdi e molto flessibili con foglie lanceolate, verdi nella parte superiore e grigie in quella inferiore, cuoiose, opposte e munite di corto picciolo.
I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia e sbocciano all'ascella delle foglie sui rami di un anno, bianchi e con quattro petali. La fioritura avviene tra aprile e giugno secondo la zona in cui sono coltivati. Anche i frutti arrivano a maturazione tra settembre e l'inverno in relazione alla zona di coltivazione.
L’impollinazione è un processo alquanto complicato nell'olivo: i suoi fiori sono ermafroditi, quindi contengono organi maschili e femminili insiemi, ma difficilmente il polline di una pianta riesce a fecondare i propri fiori. La natura ha affidato questo compito non agli insetti pronubi ma semplicemente al vento. Necessita quindi per ottenere la fruttificazione avere più piante vicine. Questa esclusione dei pronubi dal processo di fecondazione può anche essere una spiegazione del perché' i fiori sono così poco appariscenti ed attrattivi per gli insetti.

Le varietà coltivate in Italia sono numerose, forse le più numerose di tutti gli altri paesi e possono essere distinte in due gruppi in base alla destinazione dei loro frutti: olive da olio e olive da tavola.
Fra le variata' da olio ricordiamo il bianchera, il coratino, il frantoio, la ghiacciola, il leccino, il leccio del corno, il moraiolo, il pendolino, il vernino, ecc.
Tra le varietà di olive da tavola invece citiamo: ascolana, bella di spagna, cerignola, cucco, la giarraffa, itrana, leccina, sant'Agostino, santa Caterina, uovo di piccione, ecc.

L’olivo resiste anche alla siccità ma preferisce terreni freschi e ben drenati. Si adatta anche a terreni sassosi e calcarei e ama le concimazioni organiche (letame).
La moltiplicazione, in genere non si esegue per seme perché lo stesso impiega circa 18 mesi per germinare. È sicuramente più rapida la propagazione per talea che consente impianti numerosi per la realizzazione di piante da produzione.
La coltivazione più comune è quella di lasciare che la chioma cresca con naturalezza, evitando comunque che diventi troppo compatta perché' limiterebbe il passaggio di aria e luce a scapito delle ramificazioni interne.
Va tenuto anche presente che l'olivo da produzione non ama molto le potature e che la fioritura e la fruttificazione avviene sui rami di un anno, per cui ci si limiterà all’eliminazione totale o parziale dei rami che hanno già fruttificato.
Sugli olivi molto vecchi, quando anche la produzione diventa scarsa, si adotta una cosiddetta potatura di ricostituzione o di ringiovanimento che consiste nel far crescere le nuove branche al posto di quelle vecchie ed esaurite.
La raccolta delle olive si può fare in diversi modi: l'importante è che tra la raccolta e la lavorazione intercorra il minor tempo possibile per evitare che il trauma subito dalle olive (soprattutto quello da urto/schiacciamento) si ripercuota sulle loro cellule, determinando la fuoriuscita di olio con la conseguente degradazione enzimatica e decadimento qualitativo del prodotto.