Arbutus unedo

Corbezzolo

 

Originario della zona mediterranea occidentale, il corbezzolo appartiene alla famiglia delle Ericaceae, dalle dimensioni molto variabili va da 1 a 6 metri d'altezza, riesce a raggiungere però anche i 10 metri, ha un tronco robusto color bruno-rossastro.

Ama i terreni leggermente acidi. Si adatta in modo sorprendente alle zone colpite da incendi, dopo il passaggio del fuoco riesce a emettere rapidamente dei polloni che favoriscono la sua crescita. Ama il sole e il clima temperato, lontano da venti freddi, resiste a periodi di siccità.

Una delle sue caratteristiche più interessanti è di ospitare foglie, fiori e frutti contemporaneamente, maturando in autunno/inverno inoltrato, le fotografie che state vedendo sono state scattate a metà dicembre, si possono vedere le bellissime bacche rosse, le foglie verdissime e i piccoli frutti che stanno maturando. I frutti maturi e immaturi convivono con i fiori dal colore biancastro a forma di campanella riuniti in mazzetti, le foglie sono di un verde vivo molto lucido.

I frutti raggiungono dimensioni simili a una ciliegia, di colore rosso o scarlatto hanno una polpa che va dal bianco all’arancio con un sapore asprigno.

Il corbezzolo possiede numerose proprietà terapeutiche, i Latini attribuivano poteri magici ai frutti; le foglie contengono numerosi tannini, un infuso di corbezzolo è utile come antisettico urinario, aiuta a combattere cistite e infiammazioni della vescica.

I frutti sono molto interessanti anche in cucina, per fare un originale ed aromatico aceto, per una marmellata o un rosato liquore.

Un decotto di foglie di corbezzolo può essere utilizzato come tonico per il viso approfittando delle sue proprietà astringenti.

Durante il Risorgimento per i suoi colori che ricordavano la bandiera italiana venne considerato l'albero che rappresentava l'unità nazionale, Pascoli gli dedicò un'ode.


Al corbezzolo

O tu che, quando a un alito del cielo 
i pruni 

e i bronchi aprono il boccio tutti,
 tu no,

già porti, dalla neve e il gelo
salvi, i tuoi frutti;

 

e ti dà gioia e ti dà forza al volo

verso la vita ciò che altrui le toglie,


ché metti i fiori quando ogni altro al suolo
getta le foglie;

 

i bianchi fiori metti quando rosse
hai già le bacche

e ricominci eterno, 
quasi per gli altri

ma per te non fosse
l’ozio del verno;

 

o verde albero italico, il tuo maggio


è nella bruma: s’anche tutto muora,


tu il giovanile gonfalon selvaggio 
spieghi alla bora...